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Ciao don Mimmo, dolce amico mio. Oggi fai festa con don Tonino

Innamorato di don Tonino Bello. Sì, caro don Mimmo, mio dolcissimo amico, sei stato follemente innamorato del “vescovo degli ultimi” che avevi conosciuto in gioventù quando, da giovane prete, ti aveva nominato rettore del seminario vescovile di Molfetta e poi ti aveva mandato, “su” a Roma, a espletare il servizio come assistente nazionale del Msac, gli studenti di Azione cattolica. E ce lo hai fatto conoscere don Tonino nel migliore dei modi. Ricordo le discussioni quando abbiamo scritto insieme per Rizzoli la sua biografia, "La messa non è finita. Il vangelo scomodo di don Tonino Bello", giusto tre anni fa. E tu sempre a dirmi, ogni giorno, che don Tonino era il vescovo di tutti, di tutto il popolo di Dio, e così dovevamo raccontarlo. E così abbiamo fatto. Fino alla bella notizia recente, quando tu, da vicepostulatore della causa di beatificazione di don Tonino, sei riuscito a concludere la fase diocesana del processo. Recentemente, poi, avevi dedicato un’ulteriore rifl...

Migranti: il pugno nello stomaco di papa Francesco

Le parrocchie e i monasteri accolgano i migranti. Con queste semplici parole, e nello stesso tempo dirompenti, papa Francesco ha voluto dare all’umanità distratta un bel pugno nello stomaco. In particolare alla felice comunità cattolica. Che, solitamente, nel mese di settembre, è ben affaccendata in dinamiche ecclesiali sul come “ripartire” in parrocchia dopo le vacanze estive, tutti presi dalle catechesi, dai sacramenti, dalle attività dell’oratorio, dai consigli pastorali. Un bel pugno nello stomaco, evangelicamente parlando. Con due frasi messe lì, dopo l’ Angelus , Francesco ha de-clericalizzato la pastorale e la teologia della tranquilla comunità cattolica europea (e italiana) e de-istituzionalizzato le Beatitudini di Matteo. Restituendo alle coscienze invaghite di pastorale e di “parrocchia-solo parrocchia” Vangelo e sapore di profezia. E ha fatto sì che la storia, quella che viviamo ogni giorno, si aprisse di nuovo al soffio dello Spirito. La scrittura ...

Dopo Galantino, tocca a Bergoglio: la Chiesa italiana a una svolta?

Lo sparigliatore Nunzio Galantino non ha detto proprio tutto nella sua lectio degasperiana, e, d'altro canto, non lo poteva dire. Perché nella sua analisi lucidissima sul degrado morale dei partiti e della politica italiana, manca un tassello fondamentale, e cioè il ruolo che la Chiesa italiana ha avuto negli ultimi decenni nello scacchiere politico italiano. Un ruolo che, almeno dal pentapartito craxiano-forlaniano al ventennio berlusconiano, ha fatto a meno della profezia e si è posto a guida di quella "religione civile" che non ha voluto e, infine, non ha potuto non trattare con il potere temporale che singoli leggi e trattamenti di favore. A conti fatti la scelta non è stata lungimirante. Per la politica e per la Chiesa stessa. Una scelta, va detto, voluta fortemente da chi aveva responsabilità ecclesiali in quel momento storico e che non ha toccato le migliaia di esperienze dal "sapore evangelico" che nel territorio italiano hanno continuato a vivere att...